Invece ci ritroviamo a fare i conti con l'ennesima “soluzione magica” sfornata dalla giunta Di Stefano che per bocca dell’assessore Lamiranda annuncia la riduzione di posti auto in viale Matteotti. udite udite, ha detto: “TOGLIEREMO POSTI AUTO per garantire la svolta a sinistra”. Questa scelta folle e insensata rappresenta il colpo di grazia per residenti e commercianti che se fino ad oggi erano costretti a girare per parecchi minuti prima di trovare un parcheggio, dopo i lavori dovranno girare il doppio per parcheggiare.
Non capisco come un assessore non scelto dai cittadini alle elezioni e non residente a Sesto San Giovanni possa decidere il futuro della nostra città e dei Sestesi; non capisco perché bisogna subire scelte da chi non conosce la quotidianità di Sesto. Mi ricordo perfettamente che l’assessore di cui parliamo e anche chi oggi coordina il Tavolo del commercio di vicinato in maggioranza erano stati protagonisti de “IL FUNERALE DEL COMMERCIO” sostenendo la categoria dei commercianti e loro contrarietà all’arrivo del nuovo centro commerciale. Siamo giunti al punto che un signore qualunque si alza al mattino e decide il destino della città senza confronto e senza una progettazione sensata, tanto se sbaglia a pagare saranno i cittadini che dovranno subire i disagi dei loro errori e pagare i lavori inutili attraverso le tasse. In fatto di sviluppo di imprese e commercio, ad oggi questa giunta è riuscita solamente a vantarsi di aver realizzato il progetto “Vado a Sesto”, in realtà realizzato dalla passata amministrazione; e di aver inventato la “Baby Card”, una tessera sconto dedicata alle famiglie con figli piccoli che offre sconti per carrozzerie e centri benessere. Hanno fallito su tutta la linea, senza idee e progetti. Per non parlare del “DUC Distretto Urbano del Commercio” che prevedeva la costruzione delle vie commerciali caratterizzate da arredi urbani e commerciali, totem e tanto marketing pubblicitario.
Cari colleghi commercianti é ora di reagire a tutto questo altrimenti saremo costretti a chiudere tutti, dobbiamo fare rete per contare di più e intervenire per guidare le scelte di sviluppo economico della città. Non possiamo essere coinvolti solo quando c’è da dare un contributo, sia esso economico e di materiali, e poi essere trattati a pesci in faccia.
E’ arrivato il momento di rivendicare il nostro ruolo e alzare la testa, perché ogni negozio che chiude è un pezzo di città che muore.

Paolo Vino Presidente ASSOCOMMERCIO:

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