Sappia solo che noi, di sinistra, “incapaci e autori, a prescindere, di malefatte” a suo dire, siamo riusciti a costruire un patrimonio pubblico di circa 2.500 case, secondi solo, per numero di case pubbliche, al comune di Rozzano nell’area metropolitana, dove risultano alloggiate molte famiglie italiane e non.
Noi ci siamo interrogati più e più volte su quale soluzione trovare ai richiedenti casa, a chi era sotto sfratto, a chi, perso il lavoro, perdeva anche la casa, a chi aveva minori in famiglia, a chi aveva un familiare disabile e lo abbiamo fatto confrontandoci sempre con gli organismi di rappresentanza di questi nostri cittadini.
Noi sì abbiamo cercato di mitigare lo “scandalo” delle case sfitte e l’abbiamo fatto “in piazza” con tanto di bando pubblico, con manifesti in giro per la città con la scritta “Il Comune cerca casa” perché crediamo in una città solidale, precondizione per una città sicura.
Noi abbiamo avuto diversi incontri in Regione, con l’Assessore alla partita, con la V° commissione regionale per condividere la fatica e a volte l’impossibilità di trovare risposte per tutti; “quelli che per voi sono numeri, dati statistici per noi amministratori locali sono volti, persone”, così raccontavamo la nostra sofferenza.
Sempre noi in Via Catania abbiamo abbattuto la “casa di plastica” con 28 alloggi inabitabili e recuperato alla città nello stesso luogo altre 48 nuove case pubbliche; noi abbiamo costruito altri appartamenti in Via Mazzini e consegnati nel settembre 2012.
Ancora noi abbiamo stipulato una convenzione con la “Casa Albergo” per sistemare prevalentemente mamme con i loro figli; noi abbiamo fatto un accordo con l’allora BCC e decanato per la ricerca di altri 14 alloggi vuoti in città.
Noi personalmente abbiamo avuto contatti frequenti con la prefettura, con l’ufficiale giudiziario per sollecitare la proroga dello sfratto esecutivo, certi di creare un problema alla proprietà, ma consapevoli che tra gli ultimi e i penultimi dovevamo scegliere gli ultimi.
Noi, e solo noi tra tutti i Comuni della Provincia, abbiamo concordato con i funzionari Aler che fossimo noi sul nostro territorio ad assegnare anche le case Aler, conguagliando i lavori di sistemazione dei locali con il pagamento dell’affitto.
Noi abbiamo utilizzato tutti gli strumenti previsti dalla politica nazionale e regionale, tipo i “Contratti di Quartiere”, per sistemare molte case pubbliche (Marx, 606, Via Catania…), per interventi edilizi nelle case Aler di Viale Edison.
Noi abbiamo coltivato buoni rapporti con le cooperative edilizie, “bianche” o “rosse” che fossero, perché riteniamo questa una forma associativa che consente a molte famiglie di godere di una propria casa a condizioni più vantaggiose rispetto al mercato libero.
Noi e solo noi abbiamo fatto il giro in città, dalle parrocchie alla “grande Casa”, per reperire alloggi; noi e solo noi abbiamo incontrato il console di Albania per sollecitare un intervento a sostegno almeno dei loro compatrioti residenti a Sesto S.G. Insomma le abbiamo tentate tutte.
Noi soprattutto abbiamo costituito una Commissione comunale, composta sia da consiglieri di maggioranza che di opposizione, aperta al contributo di tutti i sindacati-casa, per gestire con la massima correttezza e trasparenza le deroghe, in base agli ex-artt. 14 e 15, nella assegnazione degli alloggi.
Noi infine, grazie alle competenze maturate dall’Ufficio Casa, eravamo l’Amministrazione Comunale di riferimento a livello provinciale, e non solo, sulle politiche della Casa.
Abbiamo speso dei soldi della nostra comunità? Sì certo, ma sempre e solo a favore di famiglie senza una casa; a chi contesta l’uso di questi soldi auguro di non trovarsi mai nelle medesime condizioni.
Abbiamo fatto qualche errore? Può anche essere, ma mai e poi mai con dolo e se qualcuno l’ha fatto con dolo ne risponderà di persona a chi di dovere, ma non faccia di “tutta l’erba un fascio”: “vomitare” parole in questo modo vergognoso vuol dire spargere disprezzo su una esperienza che ha dato una risposta a molte famiglie bisognose e offende persone che hanno lavorato con serietà e tanto impegno in un momento molto difficile.
A fronte di tutto questo lavoro lei adombra una possibile “affittopoli sestese?”; “ma mi faccia il piacere” direbbe Totò.
Noi comunque in tutti questi anni abbiamo pensato, inventato, “bussato” a tutte le porte, costruito, realizzato per i nostri cittadini in difficoltà, Lei si è scelto la parte del “demolitore”, una parte che non richiede alcun pensiero e lascia dietro di sé solo macerie. Contento Lei……!!!! Mi dispiace per la mia città.
Saluti.
Felice Cagliani
Vittoria Cesari Testa

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