“Alcuni sindacati, in particolare, si sono opposti alla nostra decisione di convocare tutti i lavoratori nell’assemblea del 30 ottobre 2018 dichiarando di essersi sentiti bypassati, ma – come spiega il Tribunale del lavoro – a torto: l’incontro, infatti, non ha avuto nessuna natura sindacale, ma semplicemente è stato un momento per illustrare la situazione economica e finanziaria del Comune alla luce della situazione di pre-dissesto. E, soprattutto, la richiesta di un incontro da parte delle organizzazioni sindacali è stata successiva (29 novembre 2018) alla convocazione dell’assemblea coi lavoratori (30 ottobre). I sindacati, inoltre, hanno accusato il Comune di aver fissato unilateralmente gli incontri del 5 e 6 dicembre 2018 senza dare informazioni per la contrattazione decentrata. Ma anche questo non corrisponde al vero: il Comune, infatti, ha convocato tutte le organizzazioni sindacali ricorrenti per quelle date e il rinvio degli incontri è stato chiesto solo dalla rappresentante della Cgil. Non solo: i componenti della Rsu iscritti ai sindacati erano tutti presenti sul luogo di lavoro il 5 e 6 dicembre. Inoltre, il Comune ha inviato a tutti i rappresentanti sindacali copia della delibera in cui veniva specificato sia l’ammontare delle risorse stabili del fondo decentrato stanziato nel 2018 sia l’ammontare delle risorse variabili: pertanto i sindacati avevano tutti i dati necessari per partecipare all’incontro e invece hanno preferito intavolare un braccio di ferro che li ha visti sconfitti. Se la Cgil pensava di avere l’esclusiva si sbaglia di grosso e lo dice pure la Cassazione: il datore di lavoro – in questo caso il Comune – non ha l’obbligo di stipulare contratti collettivi con tutte le sigle sindacali”.

“La decisione del Tribunale del Lavoro ci dà ulteriore forza per proseguire sulla strada intrapresa, in base a trasparenza e rispetto delle regole. Dispiace che alcuni sindacati decidano deliberatamente di ricorrere alla magistratura per metterci i bastoni tra le ruote, risultando poi sonoramente sconfitti. La giustizia ha fatto il suo corso e ha provato la correttezza del Comune di Sesto San Giovanni, rigettando le false accuse di anti-sindacalità”.

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