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Serravalle, la corte d’appello condanna Penati "La mia vera battaglia è contro il cancro"
La corte dei Conti ribalta la sentenza di primo grado e stabilisce un maxi risarcimento da 44,5 milioni per gli imputati nella vicenda Serravalle.
Filippo Penati, i miei avvocati faranno ricorso e tutto si risolverà la cosa seria è che io ho un cancro come conseguenza di queste vicende giudiziarie.
Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano che è stato condannato dalla Corte dei Conti in appello con altri 11 a risarcire 44,5 milioni di euro per la compravendita del 15% delle azioni della Milano-Serravalle dal gruppo Gavio, insieme a lui condannati anche Giordano Vimenrcati suo capo di Gabinetto in provincia l’ex segretario generale del Comune di Sesto Antonio Princiotta che lo aveva seguito anche in provincia, insieme al direttore generale Giancarlo Saporito.
Le cifre che ha stabilito la corte dei conti sono così suddivise,
A Penati 19,8 milioni, a Princiotta 14,8 milioni a Vimercati 4,9 unitamente al direttore generale Giancarlo Saporito.
Il tutto ruotava attorno alla plusvalenza del valore delle azioni della Milano-Serravalle da parte della provincia comprate al gruppo Gavio secondo la Corte il prezzo per azione più attendibile nel maggio 2005 avrebbe dovuto essere intorno ai 6/8 euro, mentre fu di 8,9 quello effettivamente pagato a Gavio, pertanto sono spariti secondo la Corte 44.5 milioni di euro che ora rivuole indietro dai tre condannati.
Stiamo valutando ogni possibile rimedio - dichiara l'avvocato di Penati, Carlo Cerami -. Questa sentenza viola i principi fondamentali ed elementari di giustizia che saranno fatti valere nella sede della Corte europea dei diritti dell'uomo.

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