Notizie da Sesto San Giovanni

Il Comitato atifascista Sestese, e il PD " banchetti contro CasaPound. "

Mercoledi scorso il Consiglio Comunale aveva gli strumenti per impedire l’ennesima ferita alla storia, ai valori e alla memoria di questa città Medaglia d’Oro al Valor Militare per meriti legati al periodo storico della Resistenza. Ma la maggioranza che regge la Giunta Di Stefano non ha voluto. A nulla sono valse neppure le notizie che arrivano in queste ore da Bari su aggressioni e violenza diffuse da parte di attivisti di CasaPound.

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Una città malata e umiliata.

Una città morta e umiliata, questo è quello che hanno fatto di Sesto il sindaco Di Stefano e la sua giunta di destra nella doppia seduta dell’ultimo consiglio comunale.
Con un vero e proprio colpo di mano, l’assessore all’associazionismo Pizzochera ha cancellato l’organo rappresentativo delle oltre 250 associazioni iscritte all’Albo, quella Assemblea delle Associazioni che nata nel 2014 ha riempito di attività, progetti e momenti di festa la nostra città. L’Assemblea era stata pensata dalla precedente giunta di centro sinistra come un organismo in cui tutte le associazioni potevano esprimere i propri bisogni e progetti, potevano eleggere democraticamente il loro presidente e un comitato esecutivo che avrebbero dialogato costantemente con l’Amministrazione. Dato che l’assessore Pizzochera non ha nessuna idea della democrazia, e non ha saputo esercitare alcun ruolo attivo e propositivo in questi mesi di mandato, ha deciso semplicemente di chiudere questo spazio di partecipazione, come se la città fosse la sua casa o la sua azienda.
Stessa sorte è toccata al comitato pari opportunità, che cambia non solo nome ma sostanza e ruolo, vanificando così la possibilità di incidere nelle scelte politiche di chi governa la città.

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Comitato pari opportunità: cronaca di una assassinio annunciato.

Martedi 11 dicembre 2018 in Consiglio comunale è stata approvata la Delibera sul Nuovo regolamento delle Consulte associative. Di fatto è stata approvata la condanna a morte della rappresentanza civica nella nostra città.
Nella mattanza delle Consulte delle associazioni è stato coinvolto, con il preciso e malcelato intento di imbavagliare la voce politica delle donne di questa città, anche il Comitato Pari Opportunità, che è stato inserito nel nuovo Regolamento sebbene non sia una Consulta di Associazioni, bensì un Organismo amministrativo che, come recita il suo Regolamento, " Formula proposte da sottoporre agli organi dell'Amministrazione Comunale ed esprime pareri sugli orientamenti, sugli atti e sulle deliberazioni che abbiano rilevanza diretta o indiretta sulla situazione femminile".
L'emendamento di stralcio del CPO dal testo della Delibera - presentato dalle forze politiche di opposizione - è stato respinto, confermando il disegno politico di tappare la bocca ad un Organismo, il cui compito è di vigilare e indirizzare le politiche amministrative nel campo delle pari opportunità, derubricandolo a mero organismo consultivo senza alcun potere, e composto da una Presidente, nominata direttamente dal Sindaco e dai 2/3 delle componenti nominate dalla Presidente, mentre il restante 1/3 delle componenti verrà eletto dalle Associazioni di categoria presenti sul territorio.
Quali siano queste generiche "associazioni di categoria" non è dato saperlo.
Di certo vengono - di fatto - dichiarate ineleggibili le donne sestesi che, pur vantando una comprovata competenza nel campo delle politiche di genere, svolgono la propria attività a servizio della città nell'ambito dei partiti politici e non nelle associazioni.

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La delibera che uccide l’autonomia delle associazioni è purtroppo passata.

Fortemente voluta dalla Giunta, da oggi le Associazioni avranno una voce in meno e i loro organi decisionali saranno occupati dai partiti; l’assessore Pizzocchera ha provato a giustificare la delibera rimescolando le carte secondo la propria convenienza.
So bene che le Associazioni non devono e non vogliono entrare nella diatriba politica, ma per rispetto verso questo mondo e visto che sono i destinatari della stessa delibera, questo imporrebbe a tutti, Associazioni o meno, di prendere una posizione fuori da ogni ambiguità!

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Furbetti delle targhe straniere, arrivano le prime multe.

In questi giorni la Polizia Locale di Sesto San Giovanni ha sequestrato due veicoli ed elevato sanzioni a due proprietari di auto con targa straniera residenti in Italia da più di 60 giorni, in base al nuovo decreto Sicurezza.
Nel testo governativo è stata inserita una norma che vieta, a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni, di circolare sul territorio nazionale con veicoli di targa estera. Un fenomeno, quello del parco circolante con targa straniera, che in Italia riguarda molte auto di grossa cilindrata, spesso acquistate ed esportate fittiziamente per non pagare il bollo, ma anche gli immigrati che utilizzano auto con targa estera nella speranza di risultare invisibili agli occhi di Carabinieri e forze di Polizia. Inoltre i "furbetti" usavano e usano questo sistema anche per evitare sanzioni amministrative difficilmente applicabili.

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