L'istituzione è una forma di aggregazione sociale, organizzazione, meccanismo, struttura sociale, che governa il comportamento di due o più individui, ed è caratterizzata da modelli di comportamento che, grazie al processo di ripetizione, tipizzazione ed oggettivazione, si sono cristallizzati in ruoli all'interno della società.
L'istituzione è qualcosa di più generale di un ente, è un comportamento oggettivato.
L'oggettivazione può avvenire tramite due tipologie di strutture:    le strutture visibili (organizzazioni pubbliche e private oppure gruppi primari come la famiglia)
    le strutture simboliche (i contenuti culturali condivisi come l'inno nazionale, i rituali come i riti religiosi ed il linguaggio come la lingua italiana).L'istituzione è quindi una regola di comportamento oggettivata in strutture diverse. Se un comportamento istituzionalizzato è "una cosa da fare" esso rappresenta una regola vincolante, una norma sociale a cui adeguarsi.
Ciascuna istituzione sociale implica un insieme di norme a cui gli individui ritengono di doversi attenere. Tali norme possono essere di carattere morale, abitudini, consuetudini e buona educazione oppure per concludere, norme dello stato. Sono, inoltre, principi giuridici fondamentali dello stato e sono gli organismi politico costituzionali che ne sono l'espressione.
Le istituzioni si identificano con uno scopo e una durata che trascendono la vita e le intenzioni umane, e con la creazione e l'applicazione di regole che governano il comportamento umano. In quanto strutture e meccanismi di ordine sociale, le istituzioni sono uno dei principali oggetti di studio delle scienze sociali, tra cui sociologia, scienze politiche ed economia.
Storicamente, una distinzione tra ere o periodi, implica un grande e fondamentale cambiamento nel sistema di istituzioni governanti una società. Eventi politici e militari vengono giudicati di importanza storica se sono associati a cambiamenti nelle istituzioni. Nella storia europea, particolare importanza è associata alla lunga transizione dalle istituzioni feudali del Medioevo alle istituzioni moderne, che governano la vita contemporanea.
Anche se le singole organizzazioni formali comunemente identificate come "istituzioni", possono essere deliberatamente e intenzionalmente create dalle persone, lo sviluppo e il funzionamento delle istituzioni nella società in generale, può essere visto come un'istanza dell'emergenza; ovvero, l'istituzione nasce, si sviluppa e funziona secondo un tracciato di auto-organizzazione, che va oltre le intenzioni consce dei singoli individui coinvolti. Come meccanismo di cooperazione sociale, le istituzioni si manifestano sia come organizzazioni formali, e reali, come il Parlamento, la Chiesa Cattolica Romana o la Banca d'Italia, che come organizzazioni e ordini sociali informali, che riflettono la psicologia, cultura, usi e costumi degli esseri umani. Secondo Cooley (1902) e successivamente anche per F. Stuart Chapin (Contemporary American Istitutions, 1935), viene vista come sistema di simboli diffusi, significati condivisi dalla generalità dei membri di una società, valori e norme di condotta universalmente riconosciuti e praticati, insieme di discorsi che formulano una base per i processi di comunicazione. Sono istituzioni, quindi, l'etica, il diritto e l'arte.
Molte istituzioni importanti, considerate in astratto, possiedono sia aspetti oggettivi che soggettivi: esempi comprendono il denaro e il matrimonio. L'istituzione del denaro abbraccia molte organizzazioni formali, comprese le banche, i dipartimenti governativi del tesoro e le borse, che possono essere denominate "istituzioni", così come esperienze soggettive, che guidano la gente nella propria ricerca del benessere economico personale. Istituzioni potenti sono in grado di attribuire un certo valore ad una valuta cartacea, e ad indurre milioni di individui alla produzione cooperativa e al commercio, per perseguire i fini economici che tale valuta rappresenta. L'esperienza soggettiva del denaro è così penetrante e persuasiva, che gli economisti parlano di "illusione del denaro" e cercano di liberare da esso i loro studenti, in preparazione all'apprendimento dell'analisi economica.
Matrimonio e famiglia, come insieme di istituzioni, coprono aspetti sia formali che informali, sia oggettivi che soggettivi. Sia le istituzioni governative che quelle religiose creano e attuano regole riguardanti il matrimonio e la famiglia, creano e regolano vari concetti su come le persone si relazionano l'un l'altra, e su quali possano essere di conseguenza i loro diritti, obblighi e doveri. Cultura e tradizioni permeano il matrimonio e la famiglia.
L'analisi economica identifica comunemente le istituzioni con i "padroni del gioco". Secondo questa visione comune, le istituzioni possono essere considerate come le creatrici ed attuatrici di norme, leggi e regolamenti, e le creatrici, in effetti, di un gioco in cui gli individui agiscono in modo strategico, ma prevedibile. le istituzioni ben funzionanti dirigono e contengono questo comportamento auto-interessato, in modi che producono risultati positivi che scaturiscono dalla cooperazione sociale. Altre istituzioni, come i feudi, possono essere considerate come risultati negativi di un fallimento nello sviluppare forti istituti di cooperazione sociale. La teoria della scelta pubblica, una branca dell'economia strettamente legato alla scienza politica, analizza il comportamento delle istituzioni politiche nel compiere le proprie scelte, applicando concetti della teoria dei giochi per identificare le fonti di difetti sistematici.
La sociologia ha tradizionalmente analizzato le istituzioni sociali in termini di ruoli e aspettative sociali interconnesse. Le istituzioni sociali vengono create e composte da gruppi di ruoli o comportamenti attesi. La funzione sociale delle istituzioni viene servita dal soddisfacimento dei ruoli. Le richieste biologiche basilari per la riproduzione e la cura dei giovani, vengono servite dall'istituto del matrimonio e della famiglia, creando, elaborando e prescrivendo i comportamenti attesi da marito/padre, moglie/madre, figli, ecc..
Una delle principali divisioni nelle scienze sociali riguarda quali organizzazioni umane siano interpretate come artificiali, e quindi limitate nella loro longevità, e quali sono viste come naturali (compresa la natura umana) e quindi eterne. Ad esempio, in quello che viene genericamente definito come campo liberale, sia il mercato che il capitalismo sono visti come "naturali", mentre il marxismo li vede come creazioni umane. In maniera simile, il femminismo vede l'istituto della patriarchia come artificiale e quindi non permanente. I difensori del patriarcato si appellano invece alla "natura umana" e a concetti similari.

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