Progettare oggi un “lido” che non preveda parti chiuse o che possano essere chiuse nei restanti otto mesi dell’anno appare già di per se un progetto non moderno e incomprensibile, i costi di ingresso previsti che toccheranno i venti euro caratterizzeranno l’opera lontana da una facile accessibilità per le famiglie e per le fasce più deboli della popolazione e gli sconti ipotizzati (10%, ovvero 2 euro) suonano più come specchietto per le allodole che come reale progetto teso ad una larga usufruibilità dell’impianto.
La maggioranza ha respinto emendamenti e ordini del giorno dell’opposizione tendenti a inserire nella convenzione che sarà oggetto di gara i richiami alle normative di controllo della legalità e all’impegno dell’Amministrazione di garantire la gratuità per i centri ricreativi estivi pubblici e degli oratori, l’Assessora Pizzocchera ha invitato l’aula a respingere quest’ultima proposta di impegno perché quell’impegno lo garantirà il suo assessorato e c’è da aspettarsi che lo garantirà come ha garantito le promesse sui nidi, sui centri ricreativi estivi, su Piccoli&Grandi, promesse rimaste lettera morta.
Nella seduta gravissimo l’atteggiamento del Segretario Generale che ha espresso su un emendamento un giudizio di “opportunità politica” configurandosi così più che come garante terzo della correttezza delle deliberazioni come un “consigliere aggiunto” della maggioranza ed è grave che il Presidente non lo abbia richiamato all’osservanza del ruolo che la legge gli impone.
Tra le sguaiate urla del consigliere Attanasio e le continue interruzioni dell’Assessore Lamiranda, segno di assoluta mancanza di rispetto per il carattere istituzionale del Consiglio è stato approvato un progetto che non è quello di cui la città avrebbe bisogno e che è lontano dalle necessità e dalle richieste della cittadinanza e in particolare della parte meno abbiente e in difficoltà; unica preoccupazione della maggioranza è apparsa il garantire il rientro economico e finanziario degli imprenditori privati, preoccupazione legittima e doverosa, ma che non può disgiungersi da quello che deve essere l’obbiettivo proprio dell’amministrazione pubblica ovvero la salvaguardia del bene comune e della sua più larga possibile accessibilità.
Decisamente non è così che si governa una città.

 

Articolo UNO - P.S.E socialisti e democratici
Sesto San Giovanni

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