Notizie da Sesto San Giovanni

LA GIUNTA DI STEFANO AL CAPOLINEA SULLE AREE FALCK
MilanoSesto sta volutamente ritardando l’avvio dei bandi di gara europei per l'appalto - e quindi la realizzazione - delle opere pubbliche che dovranno servire la Città della salute e della ricerca: strade e parcheggi, la nuova Stazione ponte, la prima parte del parco urbano, servizi di utilità pubblica come scuole e biblioteca previsti dal piano e dai contratti sottoscritti, per ottenere dall'Amministrazione del Comune di Sesto San Giovanni mano libera ad avviare la costruzione di edifici residenziali, prossimi alla nuova piazza, sul lato di via Acciaierie-Mazzini.
In deroga al piano Falck, la proprietà di MilanoSesto vorrebbe spostare in quell'area e anticipare la costruzione di strutture a torre ed edifici medi, che invece con le regole urbanistiche non potrebbero essere in quel luogo, per ottenere una maggiore cubatura residenziale, da vendere o affittare sin da subito.
In sostanza la proprietà vuole iniziare subito a costruire, senza variante approvata e senza presentare alcun Masterplan.
Una autentica deroga in bianco il cui risultato sarebbe il cosiddetto "spezzatino", cioè la proprietà divide il terreno in lotti assegnati a soggetti diversi sui cui si costruisce separatamente, in funzione dei propri interessi e disponibilità finanziaria. In una operazione come questa è evidente che la priorità non andrebbe più alla città della salute ed alla costruzione dei beni comuni, ma ad altro.
A Milano in tal senso vi è un precedente nella costruzione del quartiere Santa Giulia di Rogoredo, la dove i nuovi residenti si sono trovati a vivere in quartiere nuovissimo, ma senza alcun servizio pubblico disponibile, dovendo ricorrere quindi inevitabilmente ai Servizi pubblici del vecchio quartiere inadeguati e insufficienti a coprire la nuova domanda e con notevole diffocoltà e contrasti tra vecchi e nuovi abitanti che non sono ancora risolti.
Questa situazione allucinante di conflitto sociale rischia di essere il risultato probabile anche per Sesto san Giovanni, a causa dei macro errori commessi dal Sindaco Di Stefano che ha reso il soggetto pubblico un interlocutore debole con una voce più che flebile. L'aver perseguito una campagna ideologica di devastazione della rete politica e sociale della comunità sestese, non ha reso più forti. Anzi, gli preclude ogni possibilità di rappresentare gli interessi della città. L'esser saltato all'ultimo sul carro perdente di Salvini poi dimostra a chiunque l'inconsistenza politica dell'uomo.
Di Stefano e la sua giunta sono quindi nudi al capolinea! Non hanno la forza per contrastare i progetti della proprietà, e non hanno alternative alla semplice resa. L'unica cosa che possono fare è nascondere la propria inadeguatezza dietro ad un nuovo piano per le aree Falck, che mascheri con la concessione e di maggiore flessibilità quello che è di fatto una resa incondizionata
Cari sestesi, che altro dire: Il futuro di Sesto è indissolubilmente legato al futuro delle ex aree Falck. Lo sviluppo armonico e integrato di quell'area con il resto della città è fondamentale per Sesto. Parafrasando Bonomi, se quell'area è una ferita per il tessuto urbano, lui non è certamente il medico, e le ferite vanno richiuse cucendone i lembi e non riempiendole di sabbia e cemento,
se non vogliamo vivere con due città separate e in perenne conflitto c'è bisogno di mobilitarsi ora.
MilanoSesto sta volutamente ritardando l’avvio dei bandi di gara europei per l'appalto - e quindi la realizzazione - delle opere pubbliche che dovranno servire la Città della salute e della ricerca: strade e parcheggi, la nuova Stazione ponte, la prima parte del parco urbano, servizi di utilità pubblica come scuole e biblioteca previsti dal piano e dai contratti sottoscritti, per ottenere dall'Amministrazione del Comune di Sesto San Giovanni mano libera ad avviare la costruzione di edifici residenziali, prossimi alla nuova piazza, sul lato di via Acciaierie-Mazzini.
In deroga al piano Falck, la proprietà di MilanoSesto vorrebbe spostare in quell'area e anticipare la costruzione di strutture a torre ed edifici medi, che invece con le regole urbanistiche non potrebbero essere in quel luogo, per ottenere una maggiore cubatura residenziale, da vendere o affittare sin da subito.
In sostanza la proprietà vuole iniziare subito a costruire, senza variante approvata e senza presentare alcun Masterplan.
Una autentica deroga in bianco il cui risultato sarebbe il cosiddetto "spezzatino", cioè la proprietà divide il terreno in lotti assegnati a soggetti diversi sui cui si costruisce separatamente, in funzione dei propri interessi e disponibilità finanziaria. In una operazione come questa è evidente che la priorità non andrebbe più alla città della salute ed alla costruzione dei beni comuni, ma ad altro.
A Milano in tal senso vi è un precedente nella costruzione del quartiere Santa giulia di Rogoredo, la dove i nuovi residenti si sono trovati a vivere in quartiere nuovissimo, ma senza alcun servizio pubblico disponibile, dovendo ricorrere quindi inevitabilmente ai Servizi pubblici del vecchio quartiere inadeguati e insufficienti a coprire la nuova domanda e con notevole diffocoltà e contrasti tra vecchi e nuovi abitanti che non sono ancora risolti.
Questa situazione allucinante di conflitto sociale rischia di essere il risultato probabile anche per Sesto san Giovanni, a causa dei macro errori commessi dal Sindaco Di Stefano che ha reso il soggetto pubblico un interlocutore debole con una voce più che flebile. L'aver perseguito una campagna ideologica di devastazione della rete politica e sociale della comunità sestese, non ha reso più forti. Anzi, gli preclude ogni possibilità di rappresentare gli interessi della città. L'esser saltato all'ultimo sul carro perdente di Salvini poi dimostra a chiunque l'inconsistenza politica dell'uomo.
Di Stefano e la sua giunta sono quindi nudi al capolinea! Non hanno la forza per contrastare i progetti della proprietà, e non hanno alternative alla semplice resa. L'unica cosa che possono fare è nascondere la propria inadeguatezza dietro ad un nuovo piano per le aree Falck, che mascheri con la concessione e di maggiore flessibilità quello che è di fatto una resa incondizionata
Cari sestesi, che altro dire: Il futuro di Sesto è indissolubilmente legato al futuro delle ex aree Falck. Lo sviluppo armonico e integrato di quell'area con il resto della città è fondamentale per Sesto. Parafrasando Bonomi, se quell'area è una ferita per il tessuto urbano, lui non è certamente il medico, e le ferite vanno richiuse cucendone i lembi e non riempiendole di sabbia e cemento,
se non vogliamo vivere con due città separate e in perenne conflitto c'è bisogno di mobilitarsi ora.
RIFORMISTI E DEMOCRATICI SESTO SAN GIOVANNI

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