Scrivi al Nord Milano " Il corvo parlante "

La risposte di Sara Valmaggi al nostro lettore: "Kandrax"

Egregio sig " Kandrax "
Lei probabilmente non ne è consapevole, ma le parole che scrive mi permettono di rendere pubblica una convinzione che ho sempre avuto, un pensiero in contro tendenza, che ora libera da ruoli istituzionali, posso esplicitare con nettezza.
Il lavoro politico, se fatto con onestà correttezza e dedizione, è un lavoro, e come tale ha una sua dignità.
Parto,dalla mia esperienza personale: ho fatto per tanti anni politica a livello volontario, ci sono persone che lo fanno tutt’oggi, come ho fatto io.
Da questa esperienza ho imparato di tutto, leggendo ho approfondito molti temi, ho affinato il mio spirito critico, ho fatto la colla per i manifesti e li ho attaccati, ho assemblato cassette della frutta per realizzare un mercatino dei libri usati, ho scritto e distribuito volantini, tenuto conferenze e ho scarpinato per tutta la regione e oltre.


Ho lavorato da precaria per qualche anno in una amministrazione pubblica e a seguito di un concorso pubblico sono stata assunta.Dopo circa un decennio di attività e militanza ho avuto il mio primo incarico istituzionale di Assessore e poi sono stata Consigliere regionale, sempre eletta direttamente dai cittadini. Lo stipendio di Assessore o di Sindaco non è certo un privilegio, si informi, c’è chi ha fatto il Sindaco recependo meno di quanto guadagnava dall’azienda di provenienza. Lo stipendio di Consigliere Regionale è sicuramente importante anche se negli ultimi anni è stato abbassato, probabilmente non abbastanza, così come sono stati tolti alcuni “benefit”, tra cui il vitalizio. Molto c’è ancora da fare per contenere i costi della politica, ne sono consapevole, e mi sono battuta per questo. Detto questo mi oppongo nettamente all’idea che tutti i politici siano fannulloni. Fare politica, seriamente, impone studio, approfondimento, impegno e disponibilità, senza limitazione di orario, senza distinzione fra giorni feriali e festivi, qualche volta sacrificio della propria vita privata. Lo si fa per dovere e per passione. Non le nego, per onestà, anche le tante soddisfazioni dovute al riconoscimento del ruolo a cui però non deve mai venire meno l'umiltà di considerarsi rappresentanti dei cittadini che ti hanno votato. Ora io e il mio partito abbiamo perso, l’ho e l’abbiamo evidenziato da subito.A noi tocca il compito di comprendere il senso di questa sconfitta, il rifiuto che scaturisce anche dalle sue parole, che sinceramente avrei apprezzato di più se non avesse utilizzato termini volgari. Io tornerò a “timbrare” il cartellino, questo rende felice lei ed anche un poco più libera me, spero non le dispiaccia. Mi spiace, però, deluderla su un altro fronte, non smetterò di fare politica a livello volontario. Questo è il bello della democrazia, chi vince governa, chi perde non è annientato, ma si impegna lo stesso per fare meglio. Io, come lei, utilizzo i mezzi pubblici, li ho sempre utilizzati anche quando il mio ruolo mi avrebbe dato l’opportunità di avere a disposizione un’autovettura con autista, se avremmo occasione di incontrarci e vorrà presentarsi, visto che si trincera dietro uno pseudonimo, potremmo anche educatamente confrontarci.
Sara Valmaggi

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